Finanziare un progetto d'impresa con la finanza islamica significa ottenere fondi per avviare o ampliare un'attività rendendo il finanziatore partecipe dei risultati, soprattutto tramite Mudaraba o Musharaka, invece di un prestito con rimborso e rendimento garantiti in anticipo.
Un progetto, non solo un debitore
Il finanziatore islamico valuta anzitutto la sostenibilità dell'attività, perché il suo rendimento dipenderà dal risultato. Mercato di riferimento, costi, tempi e competenze del gruppo contano quanto le garanzie. Il progetto diventa un impegno comune più che un credito.
Mudaraba: l'imprenditore mette la competenza
Il finanziatore fornisce il capitale e l'imprenditore gestisce. Gli utili si dividono secondo un rapporto fissato alla firma, per esempio sessanta-quaranta. Se si verifica una perdita senza colpa gestionale, il capitale perso resta a carico del finanziatore, mentre l'imprenditore perde il proprio lavoro.
Negoziare il rapporto di ripartizione
Il rapporto deve riferirsi a una percentuale dell'utile effettivo, mai a una somma fissa o a una percentuale del capitale. Può variare per scaglioni, ad esempio oltre una soglia di redditività, purché questi siano indicati nel contratto fin dall'inizio.
Colpa o negligenza del gestore
L'imprenditore in Mudaraba non garantisce il capitale, salvo in caso di colpa, negligenza o violazione delle condizioni concordate. Il contratto deve quindi definire con chiarezza le decisioni consentite, i settori ammessi e gli obblighi di rendicontazione.
Musharaka: tutti apportano fondi
Quando anche il promotore investe denaro proprio, la Musharaka è più adatta. Entrambi i soci conferiscono capitale, possono partecipare alla gestione, dividono gli utili secondo un rapporto liberamente concordato e sopportano le perdite in proporzione ai conferimenti.
Un'uscita graduale del finanziatore
Il promotore può riacquistare poco a poco le quote del finanziatore al valore concordato a ogni acquisto, fino a possedere da solo l'impresa. Una promessa di acquisto al valore nominale garantito equivarrebbe a garantire il capitale, cosa che la maggior parte degli standard esclude.
Lo studio di fattibilità come base negoziale
Previsioni di fatturato, punto di pareggio, fabbisogno di capitale circolante e scenari sfavorevoli servono a fissare rapporto e durata. Un dossier calcolato con prudenza ispira più fiducia di un piano ottimista che nessuna delle parti potrebbe verificare.
Unire partenariato e contratti commerciali
Uno stesso progetto può abbinare una Musharaka per il capitale iniziale, un'Ijara per i macchinari e una Murabaha per i primi acquisti di materie prime. Ogni contratto deve restare autonomo, senza condizioni che rendano l'uno dipendente dall'altro in modo vietato.
Perché questi finanziamenti restano minoritari
Nella pratica le banche detengono pochi finanziamenti partecipativi, perché espongono maggiormente i fondi raccolti e comportano requisiti prudenziali più elevati. Fondi di private equity islamici e alcune istituzioni di sviluppo vi ricorrono invece molto più spesso.
Monitoraggio e trasparenza dopo il finanziamento
Rendiconti periodici, accesso alle informazioni gestionali e un metodo condiviso di calcolo dell'utile sono indispensabili, poiché la ripartizione dipende da dati forniti dall'imprenditore. Il contratto può nominare un revisore indipendente per prevenire eventuali controversie tra le parti.
Attività e clausole da evitare
Il progetto deve escludere le attività vietate e non dipendere principalmente da proventi da interessi. Clausole che fissano un rendimento minimo garantito al finanziatore o addebitano ogni perdita all'imprenditore senza colpa renderebbero il contratto non conforme.
Che cosa esaminerà il comitato sharia
Il comitato verifica la natura dell'attività, la clausola di ripartizione, l'attribuzione delle perdite, le garanzie richieste e le condizioni di uscita. Il suo parere riguarda un dossier preciso, perciò ogni modifica successiva dello schema va nuovamente sottoposta.
Fonte esterna specializzata
Gli standard dell'IFSB descrivono tra l'altro il trattamento prudenziale dei finanziamenti in Mudaraba e Musharaka e la governance sharia richiesta agli istituti.
