Il finanziamento islamico delle scorte permette a un'impresa di acquisire materie prime o merci senza un prestito a interesse: la banca compra i beni, ne prende possesso e li rivende con pagamento differito e margine dichiarato, oppure li paga in anticipo con il Salam.
Il fabbisogno di scorte segue un ciclo che la finanza islamica sa seguire
Un distributore compra prima di vendere, un'industria tiene materie prime, un commerciante prepara scorte stagionali. Sono esigenze legate a beni concreti, adatte ai contratti di vendita islamici, dove il finanziamento passa per la merce stessa e non per un prestito.
Murabaha su merci: l'acquisto lo fa la banca
L'impresa sceglie fornitore e articoli, poi la banca acquista la merce a proprio nome. La rivende quindi all'impresa al costo d'acquisto più un margine dichiarato, pagabile a una data concordata, spesso allineata ai tempi di smaltimento del magazzino.
Possesso effettivo o costruttivo prima della rivendita
La banca può rivendere solo ciò che possiede. Il possesso può essere fisico o costruttivo, ad esempio tramite polizza di carico intestata alla banca o presa in consegna da un suo agente, ma il rischio di perdita deve gravare su di lei.
Promessa d'acquisto e deposito cauzionale
Prima di comprare, la banca ottiene dall'impresa una promessa unilaterale di acquisto. Può chiedere un deposito di serietà; se il cliente rinuncia, da quel deposito si può trattenere solo il danno effettivo, come la perdita subita rivendendo la merce a terzi.
Il Salam per le materie prime agricole
Con il Salam la banca paga oggi l'intero prezzo per una quantità di prodotti standardizzati consegnati più avanti. Una cooperativa o un trasformatore ottiene così liquidità prima del raccolto. Quantità, qualità, data e luogo di consegna devono essere fissati con precisione.
Salam parallelo e vendita dei prodotti consegnati
In genere la banca non vuole tenere cereali o cotone. Può stipulare un Salam parallelo con un acquirente, indipendente dal primo, oppure incaricare un agente di vendere alla consegna. Non può rivendere la merce prima di averla ricevuta.
Mandato di vendita affidato all'impresa
In alcune strutture la banca resta proprietaria delle scorte e nomina l'impresa agente per venderle ai clienti. L'agente riceve una commissione e può trattenere un incentivo oltre un prezzo obiettivo; i ricavi delle vendite spettano prima alla banca.
Chi assicura le scorte finché la banca ne è proprietaria?
Finché la proprietà non passa all'impresa, incendio, furto o deterioramento sono interamente a carico della banca. Essa copre questo rischio con un'assicurazione, preferibilmente Takaful, e può includerne il costo nel prezzo di rivendita dichiarato all'impresa.
Scorte escluse o delicate
I beni vietati, come alcol o carne suina, non possono essere finanziati. Oro, argento e valute seguono le regole dello scambio immediato e non si prestano a una Murabaha differita ordinaria. Queste esclusioni sono decise dal comitato sharia caso per caso.
Pegno su magazzino e controllo delle quantità
Dopo la rivendita la banca può prendere un pegno sulle merci in un magazzino controllato da terzi. Inventari periodici, fedi di deposito e monitoraggio delle uscite riducono il rischio, ma la garanzia non giustifica mai un aumento del debito.
Il confronto con un credito di campagna tradizionale
Il credito di campagna convenzionale presta denaro di libero impiego, il cui costo matura finché resta un saldo. Con la Murabaha il costo è fissato al momento della vendita e non cresce se le scorte si vendono più lentamente del previsto.
Documenti per una pratica di finanziamento scorte
Preparate fatture pro forma dei fornitori, rotazione storica del magazzino, contratti con i clienti, condizioni di stoccaggio e assicurazione. Chiedete alla banca come acquisisce il possesso, quando il rischio passa a voi e quale parere sharia copre l'operazione.
Fonte esterna specializzata
Gli standard sharia AAOIFI stabiliscono le condizioni di Murabaha, Salam e mandato, in particolare il possesso dei beni da parte dell'istituto prima della rivendita.
