Il Tabarru è la donazione volontaria e senza contropartita che ogni partecipante fa al fondo di rischio Takaful, affinché gli indennizzi versati ai membri colpiti da un sinistro derivino dal mutuo aiuto e non da uno scambio commerciale viziato da incertezza.
Il significato giuridico della parola Tabarru
Il termine deriva dalla radice araba che esprime l'atto gratuito e benevolo. Nel diritto islamico comprende gli atti a titolo gratuito, come il dono o il prestito senza interessi, contrapposti ai contratti di scambio (mu'awadat) in cui ciascuna parte attende una controprestazione precisa.
Perché un dono tollera l'incertezza
I giuristi malikiti in particolare ammettono che un atto gratuito sopporti un'incertezza che annullerebbe una vendita. Chi dona non cerca guadagno: che il fondo gli versi molto, poco o nulla, nessuna parte è lesa nel senso di una transazione commerciale.
Un impegno a donare più che un semplice regalo
La dottrina contemporanea qualifica spesso il contributo come impegno unilaterale a donare (iltizam bi al-tabarru): il partecipante si obbliga a versare e questa promessa lo vincola. Ciò spiega perché il fondo possa esigere i contributi dovuti senza trasformare il contratto in uno scambio.
Il dono può essere sottoposto a condizione?
Il partecipante dona a condizione di essere coperto secondo le regole del fondo. Diversi studiosi accettano questa donazione condizionata (hiba bi shart al-iwad), altri la ritengono troppo vicina a una vendita e preferiscono la costruzione basata sull'impegno o sul Waqf.
Quale parte del contributo diventa un dono?
Solo la quota destinata al fondo di rischio costituisce il Tabarru. Su un contributo annuo di 1.000 euro, per esempio, 200 possono remunerare l'operatore e 800 essere donati al fondo; nel Takaful di risparmio un'altra parte va su un conto d'investimento personale.
Come l'attuario fissa l'aliquota di Tabarru
L'importo donato dipende dall'età, dal capitale assicurato e dalla sinistralità attesa, come un premio di rischio tradizionale. L'attuario calcola l'aliquota e il comitato Sharia verifica che sia indicata chiaramente, così che il partecipante sappia prima di firmare quale quota esce per sempre dal suo patrimonio.
Il Waqf, un altro modo di ricevere le donazioni
Nel modello Wakala-Waqf, adottato in particolare in Pakistan, l'operatore costituisce dapprima un fondo di dotazione con un capitale iniziale. I contributi sono doni a questo Waqf, che diventa un'entità distinta capace di possedere attivi e versare indennizzi.
Regole del Waqf che vincolano l'uso delle donazioni
L'atto costitutivo del Waqf ne stabilisce i beneficiari, cioè i partecipanti, e l'uso delle eccedenze. Poiché un Waqf normalmente non può essere sciolto a vantaggio dell'operatore, la struttura blinda la destinazione dei doni e rassicura sulla separazione tra azionisti e assicurati.
Riavere il proprio dono in caso di recesso?
Un dono consegnato in linea di principio non si riprende. Molti operatori restituiscono tuttavia la quota di Tabarru relativa al periodo non coperto quando il partecipante recede, facoltà prevista in anticipo nelle regole del fondo e approvata dal comitato Sharia.
L'eccedenza, un dono che torna ai donatori
Quando il fondo registra un avanzo, ciò che viene distribuito non è un rendimento ma una parte dei doni non utilizzati. Nulla obbliga l'operatore a prometterlo; una distribuzione garantita in anticipo avvicinerebbe il Tabarru a un premio commerciale.
A chi spetta il fondo in caso di liquidazione?
Se l'operatore cessa l'attività, il residuo del fondo di rischio non va agli azionisti. A seconda delle regole adottate, viene trasferito a un altro fondo Takaful, ripartito tra i partecipanti o devoluto in beneficenza, in conformità agli standard dell'AAOIFI.
Tabarru, Hibah e Sadaqa: tre gesti diversi
La Sadaqa è un'elemosina senza ritorno atteso, la Hibah un dono a una persona determinata. Il Tabarru invece è versato a un fondo di cui il donatore resta potenziale beneficiario: è questo legame reciproco tra i membri a distinguerlo dalla semplice carità.
Fonte esterna specializzata
Gli standard di Sharia dell'AAOIFI comprendono uno standard dedicato all'assicurazione islamica, che definisce l'impegno a donare, i diritti dei partecipanti e gli obblighi dell'operatore.
