Perché la finanza islamica fatica a radicarsi in Italia

Perché la finanza islamica fatica a radicarsi in Italia

Dai seminari della Banca d'Italia alle proposte fiscali rimaste in sospeso: il caso italiano visto dal lato regolamentare.

La finanza islamica in Italia indica l'insieme di studi, progetti di legge e operazioni isolate volti a inserire contratti conformi alla sharia nel diritto bancario e tributario italiano, in un Paese che non conta ancora alcuna banca islamica autorizzata.

Una grande economia europea rimasta in disparte

A differenza di Regno Unito, Francia o Lussemburgo, l'Italia non ha mai adattato la propria legislazione per accogliere prodotti islamici. Non vi opera alcuna banca islamica autorizzata e le iniziative annunciate dalla fine degli anni Duemila sono rimaste allo stadio di studi o proposte.

Il seminario romano della banca centrale

Nel novembre 2009 la Banca d'Italia ha riunito a Palazzo Koch banchieri centrali, autorità di vigilanza ed esperti, tra cui la governatrice della banca centrale malese e rappresentanti dell'IFSB, per esaminare le questioni monetarie e prudenziali poste dalle banche islamiche in Europa.

Il rapporto del 2010 sui sistemi convenzionali

Nell'ottobre 2010 un gruppo della Banca d'Italia ha pubblicato un'analisi secondo cui gli intermediari islamici non sono necessariamente più rischiosi ma più complessi da vigilare, soprattutto per i depositi partecipativi, la gestione della liquidità e l'accesso ai sistemi di pagamento.

Il forum IFSB ospitato a Roma

Nell'aprile 2013 il Governatore della Banca d'Italia ha aperto a Roma un forum dell'IFSB dedicato alla sfida europea della finanza islamica. L'evento ha confermato l'interesse della banca centrale per il tema, senza tradursi in una riforma concreta.

Che cosa ha rilevato la Consob nel 2014

Uno studio giuridico della Consob ha concluso che i sukuk standardizzati possono essere qualificati come valori mobiliari nel diritto italiano. Lo studio segnalava anche la scarsa presenza di società italiane negli indici sharia e il peso fiscale dei doppi trasferimenti di beni.

Perché la garanzia dei depositi crea difficoltà

I conti di investimento basati sulla condivisione di profitti e perdite presuppongono che il depositante sopporti un rischio. Una garanzia pubblica del capitale contraddice questo principio e impone di distinguere conti correnti garantiti e conti partecipativi, come hanno fatto altri Paesi.

La doppia imposizione dei trasferimenti di proprietà

Una murabaha immobiliare o un sukuk garantito da attività comportano due trasferimenti successivi del bene. Senza una norma specifica, ciascun passaggio può scontare imposte di registro, ipotecarie e catastali, rendendo il prodotto islamico più costoso del credito tradizionale.

La proposta di legge presentata nel 2017

Nel maggio 2017 una proposta presentata alla Camera dei deputati mirava alla neutralità fiscale di murabaha, ijara, istisna e sukuk, con esenzione IVA dei margini e un'imposta sostitutiva al posto dell'imposta di registro. Non è mai stata approvata.

Sportelli islamici ipotizzati e poi accantonati

Alcune analisi bancarie hanno discusso l'apertura di sportelli islamici all'interno di banche italiane esistenti. Nessuna ha portato a un'offerta stabile, per mancanza di neutralità fiscale, di un quadro prudenziale adeguato e di certezze sulla redditività della clientela.

L'agenzia di credito all'esportazione e i finanziamenti islamici

Il fronte più attivo riguarda il commercio estero: SACE, l'agenzia italiana di credito all'esportazione, ha garantito finanziamenti strutturati secondo principi islamici per sostenere le vendite italiane verso i Paesi del Golfo, in particolare nell'agroalimentare, come in un'operazione per un gruppo alimentare del Golfo.

Legami commerciali con il Golfo e il Nord Africa

Le relazioni economiche dell'Italia con i Paesi del Golfo e del Maghreb sono spesso citate come argomento: strumenti conformi alla sharia aiuterebbero ad attrarre capitali sovrani e a finanziare l'export senza dipendere dalle piazze di Londra o del Lussemburgo.

Quali riforme sbloccherebbero il mercato?

I giuristi indicano di solito tre cantieri: neutralità fiscale dei trasferimenti di beni, un trattamento chiaro dei conti partecipativi rispetto alla garanzia dei depositi e regole di governance sharia riconosciute dall'autorità di vigilanza, sul modello degli standard AAOIFI e IFSB.

Fonte esterna specializzata

La Banca d'Italia pubblica studi, atti di seminari e discorsi dedicati alla finanza islamica, tra cui un rapporto del 2010 sui rapporti con i sistemi finanziari convenzionali.

Banca d’Italia